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Studiare e capire la Bibbia per conto proprio

Studiare e capire la Bibbia per conto proprio

STUDIARE E CAPIRE LA BIBBIA PER CONTO PROPRIO

di Richard L. Mayhue
ISBN 978-88-96129-04-3
Pagine 192
Euro 10,00 + spese postali

Non è esagerato dire che i credenti biblici, e le chiese evangeliche, saranno sane e forti soltanto nella misura in cui la loro dieta spirituale sarà basata sullo studio serio, approfondito e accurato dei testi biblici.

La lettura e la predicazione superficiali creano cristiani superficiali, i versetti citati fuori dal loro contesto sono l’arma delle sette e degli eccentrici.

STUDIARE E CAPIRE LA BIBBIA PER CONTO PROPRIO offre, finalmente, in termini semplici e chiari, lo spunto e la guida per rinnovare il proprio studio delle Sacre Scritture e, soprattutto, l’esposizione pubblica delle Verità bibliche nella predicazione e l’insegnamento.

È un testo a cui ritornare, settimana dopo settimana, per apprendere i principi fondamentali di una fedeltà alla Bibbia che va oltre alle mere affermazioni formali.

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[Estratto dal capitolo 7]

Aggiungere alla Scrittura

Alcune delle promesse di Dio si basano sul suo carattere immutabile. Una promessa di questo tipo, basata sulla santità di Dio e sul suo desiderio che tutti siano santi (Levitico 19:2; 1 Pietro 1:15-16) è il Salmo 15.

1 O Eterno, chi dimorerà nella tua tenda?
Chi abiterà sul monte della tua santità?
2 Colui che cammina in integrità ed opera giustizia e dice il vero come l’ha nel cuore;
3 che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo compagno, né getta vituperio contro il suo prossimo.
4 Agli occhi suoi è sprezzato chi è spregevole, ma onora quelli che temono l’Eterno. Se ha giurato, foss’anche a suo danno, non muta;
5 non dà il suo danaro ad usura, né accetta presenti a danno dell’innocente. Chi fa queste cose non sarà mai smosso.

Altre promesse di Dio poggiano sul contenuto della promessa. Ad esempio, la promessa di Dio di non distruggere più la terra con il diluvio è vera oggi come lo era quando fu fatta a Noè: “Io stabilisco il mio patto con voi, e nessuna carne sarà più sterminata dalle acque del diluvio, e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra” (Genesi 9:11).
Tuttavia ci sono promesse, come in 2 Cronache 7:14, che non sono basate solo sul carattere eterno di Dio, ma anche sulla sua volontà specifica. Non c’è nulla in quella promessa fatta a Salomone per Israele che contenga parole estese a tutti gli uomini, come invece avviene con la promessa fatta a Noè in Genesi 9:11. Né il carattere di Dio garantisce la restaurazione nazionale quando si verifica un risveglio spirituale.

L’applicazione errata di varie promesse costituiva l’errore fondamentale del pensiero della Chiesa Universale di Dio e la portava a insegnare che l’America e l’Inghilterra siano ora le destinatarie delle promesse di Dio fatte originariamente a Israele. Inoltre, lo stesso errore è alla base del credo dei Mormoni, secondo cui quando Cristo ritornerà, non sarà sul Monte degli Ulivi, sulle pendici orientali di Gerusalemme (Zaccaria 14:4; Atti 1:11,12), ma a Independence, una città, nello stato del Missouri. Gran parte della letteratura dei Mormoni indica Independence come la Sion della fine dei tempi, menzionata nella Bibbia. Questo è un classico esempio di un gruppo religioso, fondato in America, secondo cui l’apice della storia si concentra sull’America e non su Israele, come invece viene affermato nella Bibbia.
Questo succede perché hanno applicato alla propria nazione una verità biblica, e l’hanno alterata attribuendo al testo un concetto estraneo senza chiedersi: “Che cosa insegna il testo?”

Il motivo principale per cui parlo dell’errore commesso da alcuni è che dobbiamo essere doppiamente attenti a non fare gli stessi loro sbagli. I gruppi menzionati hanno interpretato in modo errato la Bibbia. Anche noi dobbiamo guardarci da questo tipo di errore e dalle sue conseguenze finali.
Un’ultima illustrazione ci aiuterà a spiegare il nostro ragionamento. Spesso viene fatta la domanda se ci siano riferimenti specifici agli Stati Uniti o alla Gran Bretagna nella profezia biblica. Certo ci piacerebbe pensare che il periodo del ritorno di Cristo fosse così imminente e che la nostra nazione fosse così importante da essere menzionata nella Scrittura.

Un noto insegnante di escatologia crede di aver localizzato l’America in Isaia 18. Pensa che le “ali”, di cui parla il v.1, si riferiscano alle ali dell’aquila del Nord America, emblema nazionale del nostro paese. La missione dei messaggeri, secondo lui, si riferisce ai corpi diplomatici disseminati in tutto il mondo dal Dipartimento di Stato di Washington, D.C. Questo è il suo modo di ragionare.
Tuttavia, esaminando con cura Isaia 18, vediamo che quel capitolo indica non la moderna America quanto piuttosto l’antica Cush o Etiopia. Se avesse consultato il contesto, avrebbe notato chiaramente che i capitoli da 13 a 23 di Isaia si riferiscono ai giudizi che Dio preannunciò sulle antiche popolazioni di Babilonesi, Moabiti, Egiziani e Cushiti. Sii diligenti: analizza il contesto! Questo consiglio ti preserverà da gravi errori. Perciò, mentre studi il Vecchio Testamento, sta particolarmente attento. Molte promesse nazionali vengono fatte da Dio a Israele. Occorre capire che sono solo per Israele e non per un altro popolo. Alcune di queste promesse per Israele saranno adempiute da Dio in futuro. Dio non le adempirà per altre nazioni.

Studiare e capire la Bibbia per conto proprio © Associazione Verità Evangelica