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Sabato, 18 Mag 2013

Non portano tutte le religioni a Dio?

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Nel mondo esistono infinite religioni. Alcune sono più antiche del Cristianesimo, altre più moderne. Alcune sono frutto di una civiltà o di un’educazione, altre delle concezioni di uomini vari. Che cosa determina la superiorità del Cristianesimo? Non sono tutte le religioni delle morali tendenti ad elevare l’uomo verso Dio?

La differenza e la superiorità del Cristianesimo di fronte a tutte le altre religioni sono determinate da un fattore essenziale che spesso è però trascurato. Il Cristianesimo vero, predicato da Cristo e descritto nel Nuovo Testamento, non è una morale. Mentre tutte le altre religioni dottano una serie di regole tali da poter condurre l’uomo a Dio, il Cristianesimo afferma che per nessuna morale l’uomo potrà mai avvicinarsi a Dio (Romani 3:20), ma che solo ricevendo la vita di Cristo sarà possibile entrare in rapporto con Dio (1 Giovanni 5:12).

 

Invece degli inutili sforzi umani, di qualcuno desideroso di trovare il Dio santo e di avere comunione con Lui, abbiamo questo Dio stesso che va incontro all’uomo incapace e perduto, offrendogli la salvezza per mezzo di Cristo, suo unico Figlio, morto in croce per i peccati del mondo e gloriosamente risuscitato il terzo giorno.

Il Cristianesimo, quindi, è una vita - la vita di Cristo che viene ad abitare in colui che lo accetta per mezzo di un atto cosciente di fede e che si affida a Lui come all’unico possibile Salvatore.

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi rifiuta di credere nel Figlio non ha la vita, ma l’ira di Dio resta sospesa sopra di lui. (Giovanni 3:36). “Cristo in voi, speranza di gloria” (Colossesi 1:27).

Il Cristianesimo è quindi superiore ad ogni altra religione, perché indica e fornisce l’unica possibilità di venire in contatto con Dio, per mezzo della vita di Cristo, suo Figlio. Se esso fosse solo una morale, non darebbe nessuna speranza all’uomo: lo metterebbe unicamente davanti alle tremende esigenze di Dio, senza dargli la possibilità di adempierle.

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