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Domenica, 19 Mag 2013

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Che cosa succede dopo la morte?

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Che cosa succede dopo la morte?

Che cosa succede dopo la morte?

di Guglielmo Standridge © 2012

Proprietà letteraria riservata. Riproduzione vietata.

Questo testo può essere scaricato gratuitamente solo per uso privato.
Vietato qualunqu uso commerciale, anche solo di una parte del testo, senza il permesso scritto dell'editore Associazione Verità Evangelica.

 

 

Prefazione


Caro lettore,

Questo libretto è stato scritto al solo scopo di aiutarti a capire meglio ciò che succede dopo la morte.
Per renderlo più interessante, è stato scritto in forma di conversazione, con le domande che tu avresti fatte se fossi stato presente.
L’argomento è fra i più importanti che esistano. Nel Nuovo Testamento è scritto: “…è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio...”.
Spero che tu, e i tuoi cari, possiate trovare in questo libretto parole di speranza e di aiuto.

Guglielmo Standridge

 

Che cosa succede dopo la morte?



“Non voglio che il Nonno sia morto” singhiozzava Giuliana. “Se Dio l’ha fatto morire, vuol dire che Dio è cattivo.”
“Stai zitta, sciocca!” rispose Enrico, che aveva 15 anni e credeva di capire tante cose. “Dio non è mai cattivo.”
“Sì, ma perché ha fatto morire il Nonno? Nonno era tanto bravo e mi raccontava delle cose belle. E poi mi comprava un gelato quando andavamo a passeggio. Perché proprio lui doveva morire?”
“Ma, sarà perché... Beh, veramente non lo so neanche io. Però, se Dio l’ha fatto morire, non vuol dire che Dio è cattivo.”
“Ma tu non capisci, Enrico. Perché non poteva morire quel terribile vecchio che abita sotto di noi? Lui non ha nipotini e non ci fa neanche giocare in giardino!”
“Hai ragione, Giuliana. Sarebbe meglio che morissero soltanto i cattivi. Almeno mi sembra. Eppure tutti devono morire.”
“E poi, dov’è andato Nonno? Sta bene? Ci vede? Sa che io sto piangendo perché è morto? Mi potrebbe mandare un bacio, come faceva quando mi salutava dalla finestra, quando uscivo per andare a scuola?”
“Senti perché non andiamo a parlarne con Papà? Non so neppure io come rispondere alle tue domande” dovette confessare Enrico.
Ma Papà non era in casa e i due ragazzi dovettero aspettare che tornasse dall’ufficio la sera per parlargli.
Dopo cena, Giuliana e Enrico si misero comodi vicino a Papà e cominciarono a fare tutte le loro domande. Forse era Giuliana quella che ne aveva di più.
“Un momento, un momento, per carità” Papà alzò la mano come fa un vigile quando ferma il traffico. “Non ce la farò a ricordare tutte queste domande, e poi non vi prometto neanche di rispondere a tutto. Quando si parla di morte e di ciò che succede dopo, non c’è proprio nessuno che sappia tutte le risposte. Sono soltanto i maghi che promettono tutto per spillare i soldi alla gente.”
“Allora, come facciamo, Papà? Non possiamo capirci niente?” La fronte di Giuliana si era corrugata. La bambina sembrava quasi pronta a piangere di nuovo.
“Già, le persone quando sono morte non ci possono parlare più. Se non possiamo fare loro delle domande, allora tutto quello che si dice o che si pensa potrebbe essere soltanto fantasia” concluse Enrico.


Qualcuno è tornato dalla morte?


“No, no. Non è proprio così” rispose Papà. “Possiamo sapere molte cose su ciò che succede dopo la morte. Anzi, possiamo sapere tutto quello che ci è veramente utile.”
“E come lo sappiamo?”
“Ecco, prima di tutto dovete ricordarvi che vi è stato un uomo che è morto e che poi è tornato in vita. Possiamo imparare molte cose da quello che ha detto lui.”
Giuliana spalancò gli occhi. “Davvero qualcuno è tornato dalla morte?”
Enrico rise. “Io ho capito. Tu stai parlando di Gesù, non è vero, Papà? Ecco che possiamo capire da lui cosa succede dopo la morte.”
“Invece io penso che non ci aiuta proprio niente” rispose Giuliana. “Noi non siamo mica Gesù. Lui era Dio e poteva fare i miracoli.”
“Avete ragione tutti e due. Però, Giuliana, Gesù disse che tutti quelli che credono in lui e che partecipano della sua vita, risusciteranno e saranno simili a lui. Perciò se leggiamo con cura quanto Gesù ha detto riguardo alla morte e alla risurrezione, e poi ricordiamo anche com’era e cosa ha fatto dopo la resurrezione, possiamo davvero capire molte cose. Anzi, io credo che Lui sia rimasto sulla terra dopo la sua resurrezione proprio per permetterci di capire queste cose.”
“Sono contenta, Papà, se è così, perché allora Nonno può ora essere con Gesù. Però questo non mi spiega perché è dovuto morire.”
“Io sono d’accordo con Giuliana” disse Enrico. “Non mi pare che soltanto pensando a Gesù possiamo avere le risposte a tutte le domande che ti abbiamo fatte, Papà.”
“E avete ancora ragione.
“Non vi ho detto il secondo modo sicuro in cui possiamo sapere molte altre cose importanti sull’aldilà.”
“E qual è?”
“È tutta la Sacra Bibbia. Ricordatevi che questo libro è stato scritto da tanti uomini, ma tutti avevano sentito in qualche modo la voce di Dio e scrivevano quello che lo Spirito Santo di Dio voleva che scrivessero.”
“Allora, se leggiamo la Bibbia” domandò Giuliana, “possiamo sapere tutte queste cose? Se Nonno sta bene? Se ci vede? Se ci può aiutare? E perché è morto? E perché non muoiono prima i cattivi? E perché...”.
“Fermati! Fermati, cara. Ho già detto che ci possono essere delle domande a cui Dio non ci dà una risposta proprio perché non ne abbiamo bisogno. Però, penso che, se guardiamo ad una ad una le tue domande, possiamo capirci molto.”
“Allora, Papà, dimmi dove sta ora Nonno e se sta bene. Me lo puoi dire?”
“Sì, questo te lo posso dire. Perché ti posso dire quanto disse l’apostolo Paolo di se stesso: «Ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore». Per Paolo, morire significava «andare con Cristo» e stare molto meglio che qui sulla terra.”
“Ma, è possibile andare direttamente in cielo con Gesù quando si muore?” domandò Enrico.
“È quanto l’apostolo Paolo ci dice anche in un altro passo: «Sappiamo che mentre abitiamo nel corpo, siamo assenti dal Signore, ...ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo ed abitare col Signore»”.
“Allora, quando uno muore, significa che lascia il suo corpo e va col Signore Gesù?” domandò Giuliana.
“Proprio così. Noi abbiamo messo il corpo del Nonno in una cassa e l’abbiamo portato al cimitero. Ma non c’era più il Nonno in quel corpo.”
“Allora, Nonno come fa senza il suo corpo?”


Come fa senza il suo corpo?


“Ecco, questa è una delle domande a cui Dio non ci ha dato una risposta. Tutto ciò che possiamo dire di sicuro è che i morti sono coscienti e sono felici perché sono col Signore.”
“Ma” disse Enrico, “Gesù aveva un corpo dopo risorto”.
“Ed è proprio per questo motivo che noi sappiamo che anche Nonno avrà un bel corpo, senza difetti, senza dolori, senza essere più vecchio, dopo la resurrezione.”
“E come faremo a riconoscerlo, se avrà un nuovo corpo e non sarà più vecchio?” domandò Giuliana.
“S. Paolo dice che il nostro nuovo corpo sarà «glorioso», ma non sarà così diverso da non poterci riconoscere. I discepoli riconobbero Gesù dopo la risurrezione, e anche noi tutti ci riconosceremo.”
“Ora, Papà, dimmi se il Nonno ci vede adesso e sa che stiamo parlando di lui” disse Giuliana. “Io vorrei tanto fargli sapere che sono triste perché non è più con noi, ma che sono contenta se è con Gesù.”
“Tanta gente la pensa come te, Giuliana” rispose Papà. “Ma la Bibbia ci dice che i morti non ci vedono, né sanno cosa succede sulla terra.”
“Ma perché? Il Nonno sarebbe tanto contento di sapere che stiamo bene e che non piangiamo troppo.”
“Può darsi che alcune cose gli farebbero piacere, però non riusciamo ad immaginare quanto sia contento di stare vicino a Gesù e godere le gioie che Dio ha preparato per lui. E poi, se i morti potessero vederci sempre, in tutti i momenti, vedrebbero anche molte cose poco belle e anche tristi. E ciò non è proprio possibile, perché Dio ha promesso loro soltanto la felicità e la pace.”
“Non ci avevo pensato” ammise Giuliana, “che Nonno potrebbe anche essere triste se ci vedesse sempre. Allora, Dio ha fatto proprio bene a metterlo dove può godere”.
“E poi” Papà continuò, “ora Nonno capisce perfettamente che Dio fa tutto per il nostro bene. Perciò lui è contento e senza preoccupazioni per quanto ci riguarda”.


Possiamo parlare con i morti?


“Papà, ti vorrei chiedere una cosa” interruppe Enrico. “Se Nonno non ci vede e non può sapere cosa ci sta succedendo, è possibile che noi ci mettiamo in contatto con lui? Un professore a scuola ha detto che lui ha parlato con sua figlia che è morta in un incidente.”
“Probabilmente il tuo professore è andato da un mago, o ha partecipato a una seduta medianica, in cui la gente cerca di mettersi in contatto con gli spiriti dei morti.”
“Sì, il professore ha detto che sua figlia gli ha detto che sta bene e di non preoccuparsi.”
“In primo luogo, bisogna dire che nella Bibbia è assolutamente vietato di cercare di mettersi in contatto con i morti, e che Dio ha perfino comandato, nell’Antico Testamento, che chiunque facesse pratiche magiche doveva essere messo a morte.”
“Perché è così sbagliato, se tutti lo vorrebbero fare?”
“Perché Dio dice che non bisogna cercare da altri le informazioni che Egli solo può dare: «Se vi si dice: ‘Consultate quelli che evocano spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano’ rispondete: ‘Un popolo non deve consultare il suo Dio? Si rivolgerà ai morti a pro dei vivi? Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così non vi sarà per lui nessuna aurora!’»”.
“Allora, quelli che vanno dai maghi offendono Dio?”
“Sì, certamente. Anche per un altro motivo. Perché la Bibbia ci fa capire che, malgrado il fatto che alcuni credano di riuscire a parlare con i loro morti, o perfino di vederli, ciò non è vero. Queste ricerche, essendo vietate da Dio, sono il campo di Satana e dei demoni per ingannare le persone, facendo imitazioni e fornendo informazioni su cose che essi conoscono perfettamente, e che fanno credere che si stia parlando con i morti quando ciò non è vero.”
“Ma perché i demoni farebbero una cosa simile?” chiese Enrico. “Perché, per esempio, vorrebbero far credere al professore che sua figlia sta bene? Non sarebbe più logico che lo volessero far soffrire, se sono cattivi?”
“No, non credo. Il loro vero scopo è allontanare la gente dalla salvezza che si ha per mezzo della fede in Cristo. Perciò se una persona, come il bravo professore, si sente tranquillizzato, non cercherà la salvezza per sé, e la prossima volta che ha bisogno di una guida o di informazioni tornerà probabilmente dalla maga imbrogliona. Così diventerà sempre più coinvolto nel demonismo e andrà lontano da Dio.”
“Papà, ho visto sul giornale un avviso con il numero di telefono di un mago che risolve tutti i problemi. Anche lui lavora per il diavolo?” domandò Giuliana.
“Questo non te lo so dire. Ci sono anche tanti falsi maghi che fanno una farsa molto sapiente soltanto per prendere più soldi che possono dalla gente credulona e infelice. Quelli sono truffatori e basta. Però è meglio non andarci mai. O capiti dal truffatore, e allora sprechi i soldi, o capiti da quello che ha dei veri poteri, ma poteri maligni, e allora Dio ti giudicherà.”
“Papà, ti volevo domandare un’altra cosa”, disse Enrico. “Tu hai detto che Nonno è andato subito con Gesù. Ma la signora alla latteria ha detto che ha fatto tante preghiere per suo marito che sta in purgatorio. È vero?”
“Questa è una buona domanda, Enrico, perché tanta gente crede al purgatorio e fa dire delle messe e manda offerte agli orfani per aiutare i propri morti ad uscire dal purgatorio in cui soffrono molto.”
“Ma, il purgatorio, dov’è? E perché Nonno non c’è andato? Era tanto buono, vero Papà?” chiese Giuliana.


Il purgatorio non esiste?


“Ecco, per noi credenti evangelici, che crediamo soltanto a quello che è scritto nella Bibbia, la risposta è molto facile. Il purgatorio non esiste! È solo un’invenzione che, purtroppo, spesso invoglia la gente a pagare tanti soldi inutilmente.”
“Davvero, non esiste?” esclamò Enrico. “Ma tutti ne parlano. Da qualcuno l’avranno imparato!”
“Sì, lo so. Ma questa parola «purgatorio» non si trova neanche una volta in tutta la Sacra Bibbia. E non è mai stato detto da Gesù o da altri che chi muore con dei peccati possa pagare una parte della pena con le sue sofferenze e poi andare in paradiso.”
“Ma, allora, non esiste neanche l’inferno?” chiese Giuliana che si sentiva un po’ confusa e insicura dall’ultima risposta di Papà.
“No. Giuliana, sarebbe bello se l’inferno non esistesse” rispose Papà tristemente, “ma Gesù ne ha parlato!”.
“Allora, come può Dio essere buono e mandare le sue creature all’inferno?” Enrico sembrava ricordare che qualcuno gli aveva fatto la stessa domanda.
“La cosa bella che la Bibbia ci dice” rispose Papà, “è che l’inferno non è stato fatto per gli uomini”.
“Non è per gli uomini? Allora, per chi è?” domandò sorpresa Giuliana.
“Forse c’è andato il tuo gatto che è morto” disse ridendo Enrico.
“Non c’è niente da ridere, Enrico” intervenne Papà. “La Bibbia, per descrivere l’inferno, usa tante parole che fanno veramente rabbrividire.”
“Per esempio?”
“La Bibbia parla di «fuoco eterno», di «fuoco inestinguibile» e di «stagno di fuoco e zolfo». E dice che chi ci andrà sarà tormentato giorno e notte nei secoli dei secoli, cioè per sempre.”
“Meno male, allora” disse Enrico sollevato, “che gli uomini non ci vanno!”.
“Sì, ma allora, chi ci va?” domandò Giuliana.
“Non ho detto che gli uomini non ci possono andare” spiegò Papà. “Ho solo detto che non è stato fatto per loro.”
“Allora, per chi è stato fatto?”
“Gesù disse nel Vangelo che l’inferno è stato fatto per il Diavolo e per i suoi angeli, cioè per i demoni. Dunque, è stato fatto non per punire gli uomini, ma per punire chi ha fatto soffrire gli uomini e chi ha reso tanto triste questo mondo, ossia proprio il Diavolo.”
“E ben gli sta!” esclamò Giuliana.
“Ma, se è per il Diavolo, perché ci vanno anche gli uomini?” Enrico cercava ancora di vederci chiaro.
“Tutto il Vangelo è il racconto di come Dio ha provveduto per salvare gli uomini fino al sacrificio del proprio Figlio. Così nessuno deve andare all’inferno per forza. Però Gesù fece l’esperienza, che è stata ripetuta in ogni secolo della storia umana, che molti uomini NON accettano l’amore di Dio, lo respingono o insistono nell’andare per la propria strada.”
“E allora?”
“Allora, la Bibbia spiega con grande chiarezza, che chi ha dimostrato nella sua vita sulla terra che seguiva volontariamente il Diavolo e faceva le sue opere senza pentirsene, sarà giudicato da Dio degno di seguire il Diavolo anche nel suo destino eterno.”
“Vuoi dire nell’inferno, vero?”
“Sì, proprio così” rispose Papà. “Nell’Apocalisse, che è l’ultimo libro della Bibbia, è scritto: «Quanto ai codardi, agli increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo»”.
“Posso capire che dovrebbero andare all’inferno gli omicidi e altri di quelli che hai nominato, Papà. Ma perché tutti i bugiardi? Non ti sembra che l’inferno potrà essere molto pieno?” obiettò Enrico.


Perché non andiamo tutti all’inferno?


“Se ci andassero tutti quelli che lo meritano, ci andremmo tutti, Enrico” Papà rispose seriamente. “S. Paolo dice che abbiamo tutti peccato molte volte e tutti meritiamo il giudizio di Dio e la sua condanna.”
“Sì, Papà” disse Giuliana, “ma tu hai già detto che Nonno è andato subito con Gesù quando è morto. Allora lui era veramente buono. Forse non aveva neanche peccato!”.
“No, cara. La Bibbia dice che tutti hanno peccato, e questo comprende anche Nonno. Anche tu, Enrico e io e la mamma, abbiamo tutti peccato.”
“E dobbiamo tutti andare all’inferno?”
“Niente affatto! Gesù disse...”.
“Ecco, ho capito, Papà” interruppe Enrico. “Nonno è stato battezzato quando era bambino e così tutti i suoi peccati sono stati lavati via.”
“Ma, se è per questo, siamo tutti stati battezzati da bambini” ribatté Giuliana.
“Ragazzi, mi avete interrotto” Papà li corresse gentilmente. “Vi stavo spiegando che il Signore Gesù ha detto nel Vangelo di Giovanni: «In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita»”.
“Cosa vuol dire?”
“Vuol dire che chi ha la vita eterna non ce l’ha perché è più buono degli altri, o perché è stato battezzato o per qualsiasi altra pratica o rito. Ma è soltanto perché...”.
“Penso di avere capito, Papà” interruppe di nuovo Enrico. “Tu vuoi dire che Nonno aveva ascoltato le parole di Gesù e aveva creduto veramente in Dio e aveva ricevuto il dono della vita eterna?”
“Sì. Anche S. Paolo ha detto che «il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore»”.
“Allora, se Nonno aveva la vita eterna, perché è morto?” chiese Giuliana.
“Quando la Bibbia parla di vita eterna, Giuliana, non parla di vita per sempre in questo corpo e qui sulla terra. L’apostolo Paolo ha detto che il nostro corpo è come una tenda provvisoria che si sciupa e in cui abitiamo solo per un certo tempo.”
“Allora, cos’è la vita eterna?”
“Ti ricordi quando Gesù andò incontro alle due sorelle del suo amico Lazzaro, che era da poco morto?”
“Sì.”
“Gesù disse a Marta: «Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muoia, vivrà, e chi vive e crede in me non morrà mai»”.

 

Come si fa a non morire mai?


“Certo, è molto difficile da capire” commentò Enrico. “Come faceva a dire che chi credeva in Lui non sarebbe mai morto, se il suo amico Lazzaro era morto proprio allora? E poi, se tutti i veri cristiani sono sempre morti lo stesso?”
“Enrico, qui Gesù parlava, come hanno parlato anche i suoi discepoli, di due tipi di morte. C’è la morte fisica e c’è la morte spirituale. Della morte fisica, cioè di quando l’essere umano lascia la sua «tenda» provvisoria, abbiamo già parlato. È la separazione del vero «io», della persona, dal suo corpo e perciò anche dal resto degli uomini.”
“E la morte spirituale, cos’è?”
“Appunto, Enrico, ci stavo per arrivare. La morte spirituale è lo stato in cui l’io dell’uomo, cioè la sua personalità, è separato da Dio e dalla comunione spirituale per cui Dio l’ha creato.”
“Allora, quando Gesù disse: «Chi crede in me, anche se muore, vivrà», stava parlando della morte fisica. Cioè, anche se chi crede in lui muore fisicamente, vivrà lo stesso, cioè sarà risuscitato.”
Papà sorrise. “È proprio così, Enrico. Sai spiegare anche la seconda parte dell’affermazione di Gesù?”
“Penso di sì” disse il ragazzo con una certa aria di importanza. “Quando Gesù disse: «Chi vive e crede in me, non morrà mai», stava parlando invece della morte spirituale. Cioè, quelle persone che credono in lui possiedono già la vita eterna e perciò non moriranno mai spiritualmente. È così?”
“L’hai spiegato molto bene. Allora, cosa dobbiamo concludere dalla nostra conversazione stasera? Che pensi, Giuliana? Enrico?”
“Per me” disse Giuliana con un sorriso, “io non sono più tanto triste che Nonno sia andato ad abitare con Gesù. E non mi dispiace troppo che lui non mi possa vedere. Perché ho capito che, un giorno, quando Gesù vuole, anch’io potrò andare da lui e staremo insieme per sempre.”
“La cosa più importante che io ho capito”, disse Enrico, “è che se vogliamo andare con Gesù in cielo, dobbiamo essere preparati qui sulla terra. Voglio dire, non saremo mai abbastanza buoni per meritarci il paradiso, ma se confessiamo i nostri peccati a Dio e se crediamo fermamente che Gesù è morto per noi e ci ha salvati, allora non morremo mai, spiritualmente”.
“Sì, veramente, questa è la cosa più importante. Non possiamo fare niente per i nostri morti, né loro possono fare niente per noi.
“Ma l’unica cosa che potrebbe renderli felici, se ci potessero vedere, o se potessero comunicare con noi, sarebbe il fatto che noi riceviamo il dono di Dio che è la vita eterna, che Dio ci offre gratuitamente.”
“Papà, tu veramente ci sai spiegare tutto molto bene!” disse Giuliana. “E tutta la nostra famiglia andrà in cielo!”

 

COSA DICE LA BIBBIA?

Perché moriamo?

“Siccome per mezzo di un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v’è entrata la morte, in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini perché tutti hanno peccato...” (Romani 5:13).

I morti ci vedono?

“I viventi sanno che morranno, ma i morti non sanno nulla” (Ecclesiaste 9:5).

Perché non comunicare con i morti?

“Le cose occulte appartengono all’Eterno, al nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri fìglioli, in perpetuo, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge” (Deuteronomio 29:29).

“Non si trovi in mezzo a te ... chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante; perché chiunque fa queste cose è in abominio all’Eterno...” (Deuteronomio 18:10-12).

Perché dobbiamo basarci sulla Bibbia?

“Nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti per mezzo dello Spirito Santo” (2 Pietro 1:20,21).

Dove vanno i morti?

“E questi [gli empi] se ne andranno a punizione eterna, ma i giusti a vita eterna” (Matteo 25:46).

Chi va all’inferno?

“Allora dirà anche a coloro alla sinistra: «Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!»” (Matteo 25:41).

“E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli” (Apocalisse 20:10).

“Ma quanto ai codardi, agli increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8).

Chi va in cielo?

“In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).

Saremo come Gesù dopo la morte?

“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale” (1 Corinzi 15:42-44).

“Come abbiamo portato l’immagine del terreno [Adamo], così porteremo anche l’immagine del celeste [Cristo](1 Corinzi 15:42).

“Ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come sono stato appieno conosciuto” (1 Corinzi 13:12).

Riconosceremo i nostri cari?

“Il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore” (1 Tessalonicesi 4:16,17).

Perché alcuni saranno condannati?

“Chi crede in Lui [Cristo] non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliolo di Dio” (Giovanni 3:18).


“Chi crede nel Figliolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui” (Giovanni 3:36).

Come prepararsi alla morte?

“Dio che è ricco in misericordia, per il grande amore del quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli ci ha vivificati con Cristo ... E per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno si glori” (Efesini 2:4,5,8,9).

“Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

“La testimonianza è questa: Iddio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figliolo. Chi ha il Figliolo ha la vita; chi non ha il Figliolo non ha la vita. Io vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliolo di Dio” (1 Giovanni 5:11-13).

“Gesù disse: «Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muoia, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?»” (Giovanni 11:25,26).

Le profezie su Gesù

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L’incredibile esattezza delle profezie su Gesù nell’Antico Testamento




CRISTO “PROGENIE DELLA DONNA”

Questa è la profezia più antica, pronunciata da Dio contro il tentatore, Satana e contenuta in Genesi 3:15: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, tra la tua progenie e la progenie di lei: questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno.”

Lettera dell’Apostolo Paolo ai Galati 4:4: “Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge.”

CRISTO, PROGENIE DI ABRAAMO

Genesi 12:3: “Poiché Abraamo deve diventare una nazione grande e potente e in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra.”

Atti degli Apostoli 3:25,26: “Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: «Nella tua discendenza tutte le nazioni saranno benedette». A voi, per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo (Cristo), lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità.”

CRISTO, EREDE DEL TRONO DI DAVIDE

Isaia 9:6: “...per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno e stabilirlo fermamente.”

Evangelo di Matteo 1:1: “Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo.”

IL LUOGO DELLA NASCITA DI CRISTO

Michea 5:1 “Ma da te Betleem di Efrata (...) mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele e le cui origini risalgono ai giorni eterni.”

Evangelo di Matteo 2:1: “Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode.”

GESÙ, NATO DA UNA VERGINE

Isaia 7:14: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco la vergine partorirà un figlio e gli porrà nome Emanuele.”

Evangelo di Matteo 1:18-25: “La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, si propose di lasciarla segretamente.
“Mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il mio popolo dai loro peccati».
“Tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «La vergine sarà incinta e partorirà un figlio al quale sarà imposto il nome di Emmanuele», che tradotto vuol dire «Dio con noi».
“Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; e non ebbe con lei rapporti coniugali, finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.”

ALCUNE CARATTERISTICHE DI GESÙ

Isaia 11:2: “Lo Spirito dell’Eterno riposerà su Lui: spirito di sapienza e d’intelligenza. Spirito di consiglio e di forza, spirito di conoscenza e di timore dell’Eterno.”

Evangelo di Luca 2:52: “Gesù cresceva in sapienza, statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.”

Evangelo di Matteo 13:54-57: “Recatosi nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga, così che stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono tanta sapienza e queste opere potenti? Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda e le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove vengono tutte queste cose?»”

IL MINISTERO DI GESÙ IN GALILEA

Isaia 9:1: “Il popolo che camminava nelle tenebre vede una grande luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende.”

Evangelo di Matteo 4:13-16: “Lasciata Nazaret, venne a abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali, affinché si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia: «Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, di là dal Giordano, la Galilea dei pagani, il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce, su quelli che erano nella contrada dell’ombra della morte una luce si è levata»”.

GESÙ È STATO RESPINTO

Isaia 53:3: “Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, famigliare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno nasconde la sua faccia, era spregiato...”

Evangelo di Giovanni 1:11; 5:43: “È venuto in casa sua, ma i suoi non l’hanno ricevuto”. “Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se uno verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete”.

GESÙ È ENTRATO TRIONFALMENTE IN GERUSALEMME

Zaccaria 9:9: “Egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina...”

Evangelo di Giovanni 12:12-14: “Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo e gridava: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco il tuo re viene montato su un puledro d’asina!»”

È RIMASTO IN SILENZIO DAVANTI AI SUOI ACCUSATORI

Isaia 53:7: “Maltrattato umiliò se stesso e non aperse la bocca.”

Evangelo di Matteo 26:62,63: “Il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che costoro testimoniano contro di te?». Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio.»”

PERCOSSO DAGLI EMPI

Isaia 50:6: “Io ho presentato il dorso a chi percoteva e le mie guance a chi mi strappava la barba: io non ho nascosto il volto all’onta agli sputi.”

Evangelo di Marco 14:65: “Alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli la faccia, a dargli dei pugni e a dirgli: «Indovina!». E le guardie si misero a schiaffeggiarlo.”

È STATO CROCIFISSO COI PECCATORI

Isaia 53:12: “...perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato contato fra i trasgressori, perché Egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i trasgressori.”

Salmo 22:6,7,8,14,16: “Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini e il disprezzato del popolo. Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo dicendo: «Egli si affida al Signore: lo liberi dunque; lo salvi, perché lo gradisce!». Tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera, si scioglie in mezzo alle mie viscere. (...) Poiché cani mi hanno circondato; una folla di malfattori mi ha attorniato, m’hanno forato le mani e i piedi...”

Evangelo di Matteo 27:38: “Allora furono crocifissi con lui due ladroni, uno a destra e uno a sinistra”;

Evangelo di Marco 15:27,28: “Con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra e si adempì la Scrittura che dice: «È stato contato fra i malfattori.»”

HA INTERCEDUTO PER I TRASGRESSORI

Isaia 5:12: “Ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i trasgressori.”

Evangelo di Luca 23:34: “E Gesù diceva: «Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno.»”

FU DERISO E INSULTATO

Salmo 22:6-8: “Io sono un verme e non un uomo: chiunque mi vede si fa beffe di me (...) dicendo: «Egli si rimette nell’Eterno: lo liberi, dunque! Lo salvi perché lo gradisce!»”

Evangelo di Matteo 27:39,42: “E quelli che passavano di lì lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso!» (...) Così pure i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Se è il re d’Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemo in lui!»”

GLI HANNO DATO DA BERE L’ACETO

Salmo 69:21: “Mi hanno dato del fiele per cibo e, nella sete m’han dato da bere dell’aceto.”

Evangelo di Giovanni 19:29,30: “C’era un vaso pieno di aceto: posta dunque una spugna imbevuta d’aceto in cima a un ramo d’issopo, l’accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!». E chinato il capo rese lo spirito”.

È STATO VENDUTO DA UN AMICO

Salmo 41:9: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro di me.”
Evangelo di Marco 14:10,11: “Giuda Iscariota, uno dei dodici, andò dai capi sacerdoti con lo scopo di consegnare loro Gesù. Essi dopo averlo ascoltato, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro.”

È STATO VENDUTO PER 30 SICLI D’ARGENTO

Zaccaria 11:12: “Se vi par bene, datemi il mio salario (...) ed essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d’argento.”

Evangelo di Matteo 26:14,15: “Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi sacerdoti e disse: «Che cosa siete disposti a darmi, se ve lo consegno?» Ed essi gli fissarono trenta sicli d’argento.”

COL DENARO FU COMPRATO IL CAMPO DEL VASAIO

Zaccaria 11:13: “E l’Eterno mi disse: «Gettalo per il vasaio questo magnifico prezzo col quale mi hanno stimato». E io presi i trenta sicli d’argento e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio.”

Evangelo di Matteo 27:4-7: “Giuda disse: «Ho peccato, consegnandovi sangue innocente (...) buttàti i sicli nel tempio, andò a impiccarsi. Ma i capi dei sacerdoti, presi quei sicli, dissero: «Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché sono prezzo di sangue». E, tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il campo del vasaio, perché servisse per la sepoltura degli stranieri.”

IL COSTATO DI CRISTO FU TRAFITTO

Zaccaria 11:13: “E riguarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, ne faran cordoglio...”

Vangelo di Giovanni 19:34: “Uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.”

I SOLDATI TIRARONO A SORTE SULLA SUA VESTE

Salmo 22:18: “Spartiscono tra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia veste.”

Evangelo di Marco 15:24: “Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirandole a sorte, per sapere quello che ciascuno dovesse prendere.”

Evangelo di Giovanni 19:23,24: “I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e anche la tunica. La tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi»; affinché si adempiesse la Scrittura: «Hanno spartito fra loro le mie vesti e hanno tirato a sorte la mia tunica». Questo fecero dunque i soldati.”

NON UN SOLO SUO OSSO FU ROTTO

Salmo 34:20: “Egli preserva tutte le ossa di lui, non uno ne è rotto.”

Evangelo di Giovanni 19:33: “I soldati (...) giunti a Gesù, lo videro già morto e non gli spezzarono le gambe.”

FU SEPPELLITO NELLA TOMBA DEL RICCO

Isaia 53:9: “Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze, né v’era stata frode nella sua bocca.”

Evangelo di Matteo 27:57-60: “Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose della propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato la pietra se ne andò.”

GESÙ CRISTO È RISUSCITATO

Salmo 16:10: “Poiché non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione della fossa.”

Evangelo di Matteo 28:9: “Gesù si fece loro incontro (alle donne venute per imbalsamare il corpo), dicendo: «Vi saluto!» Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono.”

Evangelo di Marco 16:9,12,14: “Gesù, essendo risuscitato il primo giorno della settimana apparve prima a Maria Maddalena (...) Dopo questo apparve a due discepoli che erano in cammino verso i campi (...) poi apparve agli undici, mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l’avevano visto risuscitato.”

Prima Lettera di Paolo Apostolo ai Corinzi 15:5-8: “Apparve a Cefa, poi ai dodici; poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo e a tutti gli apostoli e ultimo di tutti apparve anche a me...”

Gesù aveva dei fratelli?

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Nel Nuovo Testamento sono nominati varie volte i fratelli e le sorelle di Gesù. Qualche volta ne troviamo riportati anche i nomi. Vedi Matteo 12:46, 13:55; Marco 3:31,32; 6:63; Giovanni 7:3,5; Atti 1:14; 1 Corinzi 9:5; Galati 1:19.

La Chiesa cattolica insegna che la parola “fratello” non deve essere interpretata letteralmente nel caso di Gesù, perché può anche a volte significare “cugino”. Nella versione greca dell’Antico Testamento si cita largamente la parola “adelfos”· (fratello). È possibile che tale parola sia stata usata anche dagli scrittori neotestamentari nel suo secondo significato. Sorprende però la costanza con la quale è usato questo vocabolo per parlare della famiglia di Gesù benché per indicare un “cugino” esistesse il termine appropriato: “anepsiòs” (così accenna Marco, il cugino di Barnaba, in Colossesi 4:10), mentre adoperava la prima parola parlando dei fratelli di Gesù.

Inoltre i versetti 24 e 25 del primo capitolo di Matteo fanno comprendere che Maria e Giuseppe hanno vissuto coniugalmente, dopo la nascita di Gesù.

Comunque sia, la questione non riveste particolare importanza agli occhi nostri, in quanto nulla toglie al fatto che Gesù è stato concepito da Maria vergine per mezzo dello Spirito Santo e che quindi non aveva peccato, né aveva tendenza a peccare.

D’altra parte, nessuna dottrina del Nuovo Testamento è minimamente cambiata dal fatto che Maria abbia potuto inseguito diventare madre di più figli dalle sue normali relazioni con Giuseppe.

Infine, quello che per noi è motivo di gioia è che, per mezzo della fede, noi stessi possiamo considerarci fratelli di Cristo ed Egli non si vergogna di chiamarci tali.


(Questa breve esposizione non è, e non può essere, esauriente. Consigliamo vivamente al lettore uno studio personale e più approfondito di quello che la Bibbia ha da dire in merito.)

Il battesimo è essenziale per la salvezza?

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La risposta è no. La conferma la troviamo ripetutamente nel Nuovo Testamento. (Atti 16:30,31; Giovanni 1:12; 3:16; Efesini 2:8 e l0, ecc...).
Da questi passi appare chiaro che il rito del battesimo non serve per ottenere il perdono dei peccati, non dà la vita eterna né rende l’anima erede del cielo. È il Signore Gesù che ci salva e toglie il nostro pecca­to, non il battesimo.

D'altra parte questo rito è chiaramente istituito dal Signore: vediamo dunque quando deve essere com­piuto e quale è il suo significato.

 

Fede e opere

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Se la salvezza è per grazia, e non per le buone opere, come mai l’Apostolo Giacomo, fra gli altri scrittori biblici, parla della necessità di compiere delle buone opere?

Ecco una domanda che sorge spontanea dopo un primo, forse rapido esame degli insegnamenti biblici sulla salvezza. Uno studio più approfondito comunque, dimostrerà che non esiste nessuna contraddizione, nessun controsenso.

La salvezza per grazia e la giustificazione per fede sono i due pilastri su cui si eleva la fede cristiana. Leggendo i molti passi che ne parlano con grande chiarezza, ci troviamo davanti a vari punti essenziali.

  1. Tutti gli uomini sono, a causa del peccato, morti spiritualmente. Sono perciò incapaci di produrre opere che siano buone agli occhi di Dio. Mancando la vera vita, che solo Dio può donare, manca naturalmente la sua potenza, e gli uomini falliscono nei loro tentativi di agire rettamente o di “meritare” la grazia di Dio. Leggi Romani 3;23; 6:23; Isaia 64:6.

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