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La VOCE luglio 2015

Ti sei preparato?

Dalla cucina arriva la voce della mamma mentre i figli stanno per uscire per andare a scuola: “Hai fatto tutti i compiti? Hai preparato lo zaino? Hai preso la ricerca? Sei pronto per il compito in classe? E la merenda?...”

TI SEI PREPARATO?
Lo sguardo della moglie si fa serio: “Dobbiamo essere sicuri che tutto è pronto per le vacanze. Le bollette sono state pagate? C’è chi da l’acqua alle piante? Nelle valigie c’è tutto? Hai preso i passaporti? Le prenotazioni sono a posto? La macchina è a posto?...”

TI SEI PREPARATA?
Il telefono squilla. “Il matrimonio è la settimana prossima”, dice la voce dall’altra parte. “Hai comprato il vestito e le scarpe? Cosa hai regalato agli sposi? Sapete come andarci?...”

TI SEI PREPARATO?
È una frase che si ripete più volte alla settimana in una famiglia. Spesso tocca alla moglie, alla mamma, doversi preoccupare per tempo ed essere sicura che tutto sia in ordine.
Ma c’è un tipo di preparazione specifica per tutta la famiglia, la cui guida spetta al marito, al padre. Sai qual’è?


La preparazione è maschia

Il nostro privilegio come credenti – e la nostra responsabilità! – è di frequentare gli incontri della chiesa, ma lo sapevi che, secondo la Bibbia, bisogna prepararsi in modo appropriato?
Oggi sembra che ritagliare un tempo per andare al culto richieda un grande sforzo. Troppo spesso ci si accontenta di arrivarci trafelati, magari durante i primi canti, cercando di far meno rumore possibile per non distrarre gli altri. Arrivare in orario sarebbe già un grande successo, figuriamoci arrivarci preparati! Ma la Bibbia insegna che prepararsi per andare in chiesa fa parte dell’adorare Dio nel modo in cui gli è gradito.

PREPARATI PER ASCOLTARE LA PAROLA DI DIO

“Mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare” (Giacomo 1:22-25).
Il punto centrale degli incontri della chiesa locale è l’insegnamento della Parola di Dio. Solo attraverso la lettura, spiegazione e applicazione della Bibbia il credente può conoscere il pensiero di Dio.
Dio si aspetta che arriviamo in chiesa con l’atteggiamento giusto: il cuore pronto ad ascoltare, non solo delle informazioni, ma verità eterne che, se messe in pratica, produrranno cambiamenti nella nostra vita.
Mentre si ascolta la spiegazione delle Scritture, è bene farsi delle domande specifiche: In questo testo biblico è descritta qualche caratteristica di Dio? C’è qualche promessa che dovrei ricordare? C’è qualche insegnamento che devo mettere in pratica? Quale comportamento devo cambiare? O un peccato che devo confessare?
La preparazione comincia già il sabato! Arrivare stanchi e mezzo addormentati perché abbiamo fatto tardi la sera prima, non rende più facile l’ascolto della Parola di Dio, anzi. Mariti e padri, la cura spirituale della vostra famiglia è una vostra responsabilità. Come state aiutando i vostri cari ad arrivare preparati e pronti per ascoltare?

PREPARATI PER SERVIRE

“Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all’amore e alle buone opere, non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno” (Ebrei 10:24,25).
Questi versetti sono spesso citati per “obbligare” le persone a frequentare le riunioni, ma una lettura più attenta rivela che non è lo scopo finale di questo passo. In chiesa ci andiamo, non per fare presenza, ma per svolgere il ruolo che Dio ha affidato a ognuno. E non tanto per ricevere, quanto per dare. Qualunque sia il livello di conoscenza e di maturità, ogni credente dovrà arrivare alla riunione preparato e consapevole di esercitare un’influenza attiva nella vita degli altri credenti. Prima ancora di uscire di casa, prepariamoci a servire chiedendo al Signore di guidarci verso coloro che hanno bisogno di una parola di incoraggiamento o di esortazione nella loro vita spirituale.
Ma attenzione: È impossibile arrivare all’ultimo momento, o fuggire appena finisce la riunione, e sperare di essere
usati nella vita dei fratelli!
Mariti e padri, in che modo state preparando ogni membro della vostra famiglia per servire?

PREPARATI A DONARE FINANZIARIAMENTE

“Quanto poi alla colletta per i santi, come ho ordinato alle chiese di Galazia, così fate anche voi. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi, a casa, metta da parte quello che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare” (1 Corinzi 16:1,2).
Sembra che nelle chiese, per paura di essere fraintesi, non si parli molto del dare. Ma la Bibbia ne parla e afferma che per il credente il dare è sia una responsabilità, sia un privilegio.
Le nostre chiese sono piccole e spesso hanno difficoltà ad affrontare le spese. L’idea di sostenere finanziariamente anche i servitori del Signore diventa quasi impensabile.
Il Nuovo Testamento ha molto da dire su come e perché dare. Le istruzioni di Paolo ai Corinzi riguardo alla colletta mettono in chiaro che donare finanziariamente deve essere il risultato di una riflessione attenta, regolare, basata su quello che Dio provvede. È compito di ogni famiglia ragionare e decidere come usare le risorse di cui dispone.
In 2 Corinzi 9:7 Paolo scrive che bisogna dare gioiosamente. Donare è un modo concreto per adorare Dio. Scaturisce da una consapevolezza della cura di Dio e della conseguente gratitudine. Dev’essere fatto volontariamente, ma in segreto, senza mettersi in mostra.
È chiaro che bisogna affrontare le spese della sala, ma è altrettanto chiaro dalle Scritture che bisogna donare in modo da poter aiutare anche coloro che hanno bisogno, specialmente i credenti, e per sostenere chi insegna la Parola di Dio nella comunità (Matteo 6:1-4; Matteo 6:19,21; 1 Timoteo 5:17,18; 1 Giovanni 3:17; Galati 6:9,10).
Il principio biblico è che dovremmo lavorare per affrontare le nostre spese e poi per aiutare gli altri. “Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno” (Efesini 4:28).
Mariti e padri, non è possibile seguire questi principi biblici se non ci si assume la responsabilità di guidare la famiglia a gestire i soldi in questo modo.

TI SEI PREPARATO?

Come credenti non possiamo pensare di andare in chiesa senza esserci preparati per tempo, perché adorare Dio comincia prima di varcare la soglia della sala della chiesa locale!


Missione sostenibile?

“Non abbiamo forse il diritto di mangiare e di bere? Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? Chi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pascola un gregge e non si ciba del latte del gregge? … Se altri hanno questo diritto su di voi, non lo abbiamo noi molto di più? Ma non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo al vangelo di Cristo. Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all’altare, hanno parte all’altare? Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunciano il vangelo vivano del vangelo”
—1 Corinzi 9:4-7,12-14

L’Apostolo Paolo aveva il sacrosanto diritto di essere sostenuto finanziariamente dalla chiesa di Corinzi. È stata una sua scelta di non avvalersene. Ma come mai sostenere chi predica sembra adesso una missione impossibile?
Molti di quelli che svolgono un ruolo di insegnante biblico nelle nostre chiese hanno, grazie a Dio, un lavoro secolare e non hanno bisogno di aiuto finanziario. Ma potrebbe essere questo uno dei motivi per cui spesso si tende a sottovalutare l’importanza della predicazione e dell’insegnamento nei nostri incontri? Se contribuissimo con i nostri soldi, saremmo più attenti a ciò che viene predicato?
Paolo, nella sua prima lettera, ricordava a Timoteo che le guide avevano il diritto di non solo essere sostenute, ma sostenute il doppio dai credenti a cui insegnavano la Parola di Dio (1 Timoteo 5:17).
L’insegnamento biblico nella chiesa è cruciale per la crescita dei credenti e per la protezione contro le false dottrine. È un compito serio che va svolto con grande cura. Ed è fondamentale che l’insegnante abbia la possibilità e il tempo necessario per prepararsi adeguatamente.
La tua comunità si prende cura finanziariamente di coloro che insegnano? Fate in modo che abbiano anche il tempo necessario per essere fedeli servitori che tagliano rettamente la Parola di Dio (2 Timoteo 2:15)? Un insegnamento superficiale, fatto di aneddoti e opinioni personali, non ha nessuna efficacia e utilità nella chiesa di Dio. La spiegazione pubblica delle Scritture deve essere il frutto di uno studio approfondito e serio che richiede tempo.
Se gli insegnati di una chiesa non hanno bisogno del sostegno economico e riescono a svolgere bene il loro compito, la chiesa ha il dovere di valutare se si conoscono altri servitori del Signore che si trovino nel bisogno. Paolo, nella sua lettera ai Filippesi (4:10-20), ricorda che sostenere i servi del Signore è una benedizione per coloro che lo fanno. Infatti questo servizio porta gloria a Dio e frutti spirituali.
La nostra preghiera deve essere che l’insegnamento e la predicazione nelle nostre chiese siano tenuti in alta considerazione, che coloro che insegnano siano rispettati e che lo possano fare nel miglior modo possibile.

 

Se la situazione è critica...

La chiesa è la famiglia di Dio. Una relazione molto bella, che parla di intimità, di calore e di fiducia reciproca. Ma, come ogni cosa, ha il rovescio della sua medaglia.

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