La VOCE luglio 2026
Una preghiera approvata da Dio
C’è un’affermazione stupenda in 1 Giovanni 5:14 che mi lascia sempre senza fiato. Dice che Dio, il Creatore dell’universo ascolta chi lo invoca.
Noi, che davanti all’Altissimo siamo più insignificanti delle formiche, peccatori che inseguendo i nostri idoli ci ribelliamo continuamente a lui, siamo oggetto della sua instancabile attenzione.
Dio, non solo sente ogni parola che pronunciamo, ma la Bibbia attesta che se preghiamo secondo la sua volontà, egli ci concede i desideri del nostro cuore: “Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce” (1 Giovanni 5:14).
Anche Davide il salmista lo conferma: “Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido e li salva” (Salmo 145:19).
È un pensiero che non dovrebbe solo riempirci di stupore e riverenza, ma dovrebbe portarci anche a riflettere attentamente sulle cose per cui preghiamo.
Spesso accade che trascuriamo di pregare dimenticando che dovremmo farlo con insistenza e senza mai smettere (1 Tessalonicesi 5:17). Ce ne ricordiamo solo quando ci troviamo nel bisogno o in mezzo a qualche prova. Ma anche allora le nostre preghiere si riducono a semplici richieste per risolvere al più presto ogni problema.
Nelle Scritture, però, leggiamo che a volte i credenti in gravi difficoltà pregavano per qualcosa di completamente diverso.
Ad esempio, in Atti 4 è raccontato un episodio davvero sorprendente.
Tutto ha inizio nel capitolo precedente, quando un uomo nato zoppo viene guarito proprio mentre Pietro lo fa alzare in piedi, e subito si mette a camminare e a saltellare per la gioia lodando Dio! Vedendolo in piedi tutti restano sbalorditi, e Pietro ne approfitta per invitarli a ravvedersi e a credere in Cristo.
I capi religiosi, sentendo Pietro affermare che Gesù, che loro avevano fatto crocifiggere, è risorto, diventano furiosi e piombano addosso a Pietro e Giovanni, e li gettano in prigione per la notte. Il giorno dopo gli vietano severamente di parlare di Gesù, minacciandoli di morte.
Ecco il testo biblico: “E, avendoli chiamati, imposero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni risposero loro: «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio. Quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite». Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando assolutamente come poterli punire, a causa del popolo; perché tutti glorificavano Dio per quello che era accaduto. Infatti, l’uomo in cui questo miracolo della guarigione era stato compiuto aveva più di quarant’anni” (Atti 4:18-22).
Ben presto quelle minacce si trasformano in una vera e propria persecuzione quando, in Atti 5, le autorità religiose mettono di nuovo le mani addosso agli apostoli e gli danno probabilmente 39 frustate ciascuno (letteralmente “li batterono”), e alla fine del capitolo 7 uccidono Stefano, il primo martire.
I discepoli, dunque, comprendono bene la gravità di quelle minacce.
Vengono intimati di smettere di predicare il Vangelo, altrimenti pagheranno con le loro vite. Come hanno reagito? Sono tornati a casa e hanno pregato!
Molti di noi, in una situazione analoga, avrebbero probabilmente chiesto al Signore di allontanare la persecuzione e avere la possibilità di predicare senza essere minacciati. “Signore, proteggici da ogni sopruso e da ogni violenza!”
Nel caso di Pietro, una richiesta del genere sarebbe stata particolarmente inopportuna, perché Gesù gli aveva già rivelato in che modo sarebbe morto.
“In verità, in verità ti dico che quando eri più giovane ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti». Disse questo per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio. Detto questo, gli disse: «Seguimi»” (Giovanni 21:18).
Pietro sapeva che sarebbe morto sulla croce. Aveva capito che quella minaccia non sarebbe mai svanita nel nulla.
Nel caso nostro, però, non è assolutamente sbagliato o vietato chiedere al Signore di aiutarci nelle prove. È giusto pregare che egli allevi o anche rimuova del tutto una prova che lui stesso ha permesso nella nostra vita.
Ma, in Atti 4, Pietro e gli apostoli, invece di pregare per essere liberati, pregano per qualcosa di ancora più sensato in quelle circostanze. Qui c’è una lezione che faremmo bene a imparare.
Permettimi qualche domanda
Secondo te, Dio può eliminare in un istante qualsiasi prova tu stia affrontando? Perché, allora, non lo fa? Per quale motivo non toglie semplicemente ogni difficoltà dalla vita dei suoi figli?
Ripeto che non è sbagliato rivolgerci al Signore e chiedergli di alleviare le nostre sofferenze come ha fatto Paolo; lui aveva chiesto al Signore per ben tre volte di rimuovere la spina che aveva nella carne (2 Corinzi 12:8). Ma ogni nostra preghiera di questo tipo dovrebbe essere accompagnata da una richiesta ancora più sentita per una fede ben salda e per resistere tutto il tempo che Dio permette la prova.
Per il credente le prove non sono un incidente di percorso: fanno parte del cammino. Perciò dobbiamo imparare a gioire in esse e chiedere a Dio la sapienza per attraversarle bene (Giacomo 1:5).
Abbiamo bisogno di permettere che Dio le usi per compiere tutto ciò che desidera fare in noi. Che ogni prova porti più gloria a lui e compia il nostro bene producendo in noi fermezza, perseveranza e maturità (Giacomo 1:3-4)!
I credenti in Atti sapevano che avrebbero sofferto. Non provavano piacere nel soffrire, ma gioivano perché potevano seguire Cristo anche in mezzo alla sofferenza.
Sentivano dolore durante le flagellazioni, ma si rallegravano nel seguire le orme del loro Maestro (Atti 5:41).
Non dobbiamo dimenticare che il nostro Padre celeste ha creato tutto l’universo in sei giorni letterali. Egli può certamente rimuovere in un istante qualsiasi persona o situazione che ci causi dolore. Se non lo fa è perché usa quella situazione per attuare i suoi piani eterni in noi e in chi ci sta vicino.
Ed è proprio questa fiducia nella sovranità di Dio che permea la preghiera dei discepoli in Atti 4:24-30. Tornati a casa dopo le minacce si sono inginocchiati e hanno pregato affidandosi nelle mani dell’Onnipotente.
In quella preghiera esprimono tre verità capitali sulla sovranità di Dio che ci aiuteranno a pregare durante le nostre prove secondo la sua volontà.
1. Dio è sovrano su tutta la creazione
“Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette. Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi»” (Atti 4:23-24).
La prima verità che emerge con forza da questa preghiera è che Dio ha il potere assoluto sulla creazione. È stata una vera e propria chiave di volta per quella giovane chiesa che si stava formando a Gerusalemme sotto le minacce delle autorità religiose, ed è un concetto vitale anche per noi. Perché? Perché significa che Dio ha il potere totale su tutto: il tempo atmosferico, gli animali, la natura e ogni singolo essere umano.
Il Salmo 24:1 dichiara: “Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.”
Non c’è assolutamente niente e nessuno che sfugga al dominio totale del Creatore. Egli controlla ogni dettaglio. Mi piace come l’ha espresso il predicatore R.C. Sproul dicendo che “non esiste una singola molecola anticonformista in questo intero universo.” Tutte le molecole al mondo, senza eccezione, sono sottomesse a Dio e fanno esattamente ciò che lui vuole.
Consideriamo ora alcune implicazioni pratiche di questa verità cominciando da ciò che era successo poco prima, in Atti 3, sugli scalini del tempio: Gesù, tramite Pietro e Giovanni, guarisce un uomo che non aveva mai camminato in quarant’anni di vita!
Gesù bypassa completamente ogni normale processo di riabilitazione della forza muscolare e del senso dell’equilibrio dell’uomo, cose che normalmente richiedono anni di fisioterapia. In una frazione di secondo, l’uomo passa dall’essere un paralitico accasciato per strada a ballare e saltare lodando Dio.
Pensa alla potenza sconfinata di Dio nella creazione:
● Ha creato l’intero universo dal nulla con un singolo decreto istantaneo.
● Ha fatto sì che Adamo avesse, nel suo primo secondo di vita, l’aspetto e le facoltà di un adulto.
● Ha fatto sì che Adamo vedesse la luce delle stelle, create solo due giorni prima, aggirando i milioni di anni luce necessari perché la loro luce raggiungesse la terra.
● Ha fermato il mare in tempesta in un istante lasciando i discepoli, pescatori consumati, terrorizzati prima dalla furia degli elementi e presi subito dopo da gran timore, quando hanno capito che Gesù poteva fare ciò che voleva, in qualsiasi momento!
Con questa stessa potenza Dio può far sparire virus come il Covid in un attimo, come se non fossero mai esistiti. Può fermare dittatori e leader potentissimi in un istante come ha già fatto con Baldassar, re dei Caldei (Daniele 5), e con Erode divorato dai vermi (Atti 12:23).
Egli può far sparire la tua prova in un istante, se lo desidera.
Ecco il vero conforto dei discepoli mentre tornavano a casa, a pochi passi dal luogo dove erano stati minacciati di morte. Tranquillissimi. Niente panico. Niente ansia. Perché si affidarono a Dio che può creare e curare tutte le cose in un istante.
Se Dio avesse voluto, avrebbe potuto eliminare la prova in un attimo. Se avesse scelto di non farlo, si sarebbero fidati di lui comunque.
La grande domanda, quando la prova persiste nel tempo, è: Perché? Vediamo di capirci qualcosa.
2. Dio è sovrano sull’ingiustizia
“Perché si sono agitate le nazioni, e i popoli hanno meditato cose vane? I re della terra si sono sollevati, i prìncipi si sono riuniti insieme contro il Signore e contro il suo Cristo. Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d’Israele, per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero” (Atti 4:25-28).
Dio governa la natura, ma è in grado di controllare le azioni malvagie delle sue creature?
La risposta è sì: Dio è assolutamente sovrano sull’ingiustizia.
Ma prima di esplorare meglio questo mistero, bisogna affermare a chiare lettere che Dio odia ogni forma di ingiustizia e la giudicherà severamente.
“La bilancia falsa è in abominio al Signore” (Proverbi 11:1).
“Le labbra menzognere sono un abominio per il Signore” (Proverbi 12:22).
“Chi assolve il colpevole e chi condanna il giusto sono entrambi un abominio per l’Eterno” (Proverbi 17:15).
In Apocalisse 6:10 i martiri gridano: “Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue?”
Dio, che è assolutamente puro e giusto, non può peccare. Affermare che è sovrano sull’ingiustizia non significa affatto che egli ne sia l’autore. Egli è la causa ultima di tutto ciò che accade, ma mai la causa immediata del peccato.
Dire che Dio soltanto lo permette è riduttivo; dire che lo commette è eresia.
La nostra mente limitata fatica a comprenderlo, ma la verità biblica è questa: Dio dirige e controlla tutte le cose, eppure l’uomo è il solo responsabile di ogni peccato che commette.
Se Dio non fosse sovrano sull’ingiustizia, sarebbe costantemente colto di sorpresa e scioccato dal telegiornale, mentre cerca disperatamente di riparare i pasticci del mondo.
Ora invece, come ha fatto con Giuseppe, prende le azioni ingiuste e malvagie degli uomini e le volge per compiere i suoi piani benevoli, senza che questo tolga la colpa a chi ha commesso il male.
La più grande ingiustizia mai perpetrata sulla faccia della terra è stata la crocifissione di Gesù Cristo.
Gesù, il Figlio di Dio, l’unico ad aver vissuto una vita moralmente perfetta, ha subito l’ira di Dio senza aver commesso peccato. Eppure, la preghiera degli apostoli non lascia dubbi: Erode, Pilato e i farisei si erano radunati per fare esattamente ciò che la volontà e il consiglio di Dio avevano prestabilito (Atti 4:27,28).
Stavano citando il Salmo 2 che parla dei governanti della terra che tramano di poter ostacolare i piani di Dio. Ma egli ride delle loro macchinazioni, e la sua risata si trasformerà in una giusta furia contro chi non “bacia il Figlio” (l’ebraico orig. nel v. 12).
Questo mistero della sovranità di Dio è stato un conforto immenso per quei discepoli sotto la minaccia di morte.
Lungi dall’essere un freddo dibattito teologico, gli ha dato coraggio per affrontare le ostilità. Sapere che la croce—la più grande ingiustizia della storia—era nel piano sovrano di Dio prima della fondazione del mondo, aveva cambiato il loro modo di ragionare. Dio non è sorpreso dalla cattiveria degli uomini; la volge al servizio dei suoi santi propositi.
3. Dio è sovrano sulla tua vita
“Ed ora, Signore, guarda alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di continuare a pronunciare la tua parola con tutta franchezza, mentre tu stendi la tua mano per guarire, e si compiono segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù” (Atti 4:29-30).
Dio è il creatore onnipotente e governa i grandi eventi mondiali e le ingiustizie umane. Ma a lui importa delle piccole cose? Si preoccupa per te e per me?
Assolutamente sì! È sovrano su ogni singolo dettaglio della tua vita.
Molte volte, per nostra vergogna, trattiamo Dio come se fosse Babbo Natale: “Ti prego, dammi le cose buone e togli subito quelle cattive.”
Dio ha una cura sbalorditiva per le sue creature. Se lui nutre persino i passeri, quanto più si prenderà cura di noi (Matteo 6:26)!? Ma a Dio sta a cuore soprattutto la nostra santificazione, e a volte ci vogliono proprio le prove per purificarci.
Pensa a questo fatto ineluttabile: Dio ha già deciso il giorno esatto in cui morirai. L’ansia e le preoccupazioni non possono aggiungere un solo secondo alla tua esistenza. A meno che tu non sia un altro Enoc o Elia, tu morirai.
Pietro aveva capito benissimo quale sarebbe stata la sua fine e perciò poteva riposare nella mano sovrana di Dio. Ma gli altri apostoli e discepoli? Cosa hanno chiesto loro in questa preghiera? Di poter fuggire? Di avere protezione fisica?
Gesù gli aveva detto che avrebbero avuto tribolazioni, che sarebbero stati maltrattati come lui (Giovanni 15:20). Aveva promesso patimenti e afflizioni sulla terra e grandi benedizioni nel cielo (Matteo 5:10-12). Sarebbe stato sciocco da parte loro chiedere al Signore di rimangiarsi le sue parole e non far accadere quello che aveva predetto.
Sapevano che Dio poteva bloccare i malvagi, liberare loro dalla prigione (come farà a Pietro pochi capitoli dopo) o portarli subito in paradiso. Ma sapevano anche che quasi tutti avrebbero affrontato morti dolorose. Ma loro hanno chiesto a Dio l’audacia di continuare a predicare il vangelo e restare fedeli, nonostante le ostilità!
È questo il tipo di preghiera che Dio approva. Infatti, ne fu entusiasmato.
Come faccio a saperlo? Beh, basta vedere la sua reazione alle loro parole: “Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunciavano la Parola di Dio con franchezza” (Atti 4:31).
Come preghi quando ti trovi nella prova?
Ricordo quando ho scoperto che mia nonna aveva la leucemia. All’epoca, la mia vita di preghiera era molto immatura, quindi, ho semplicemente pregato che Dio la curasse.
Quando poi sono andato a farle visita, l’ho trovata a lavorare più duramente che mai. Appena varcata la soglia della porta di casa, mi ha gettato le braccia intorno dicendomi che la sua lasagna (rinomatissima!) era già in forno e quasi pronta. Poi è subito tornata a sbucciare le mele per la sua altrettanto famosa torta di mele. Era una pausa durante la scrittura del libro che sarebbe stato il suo ultimo, “A che servo, se non servo?” Ma al tempo stesso si stava anche preparando per la visita dell’infermiera dell’hospice, che non era credente, perché lei non vedeva l’ora di parlarle di Cristo.
A quel punto non avevano ancora informato la chiesa della leucemia, per non parlare delle altre chiese italiane e di tutte le donne in giro per il mondo che nonna aveva curato e amato. Tante persone avrebbero di lì a poco provato un grande dolore.
Davanti a tutto questo mi resi conto che le mie preghiere per lei erano state piuttosto limitate. Improvvisamente i miei occhi si sono aperti su un mare di richieste di preghiera a cui, nella mia immaturità, non avevo mai pensato prima: dai miei zii ai miei cugini e ai tantissimi credenti in giro per l’Italia e a una marea di altre persone su cui lei aveva avuto influenza e che ancora avrebbe potuto toccare.
È facile pregare perché la prova finisca.
È molto più difficile pregare perché Dio compia attraverso di essa tutto ciò che desidera. Eppure, sono proprio queste le preghiere che ci insegnano a fidarci di lui, a vedere la sua mano all’opera e a prepararci per il giorno in cui lo incontreremo faccia a faccia, quando ogni prova sarà finita per sempre e la sua gloria riempirà completamente il nostro sguardo.
—Jordan Standridge
Pregando in ogni tempo
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Corso biblico
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Una guida semplice per imparare come e per cosa pregare. Una risposta al perché non tutte le preghiere sono esaudite. Sette lezioni.
“Perché pregare se tanto il Signore sa già tutto?”, “Perché Dio non mi risponde?”, “Che cosa vuole il Signore da me?”
Non si prega spesso, si prega male, non si sa cosa chiedere. Dubbi e negligenza possono essere un ostacolo ad un rapporto vivo con Dio.
Questo studio aiuta a riscoprire il meraviglioso mezzo che Dio ci ha messo a disposizione, e come usarlo al meglio. Un Dio illimitato può fare al di là di quello che chiediamo o pensiamo. Provare per credere!
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A CHE SERVO, SE NON SERVO?
Donne sulle orme del Maestro
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Servire il Signore e aspettare il suo ritorno, vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo della propria vita. Un credente che non vive così, servendo Dio, a che serve? A nulla. Questo libro spiega perché.
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