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Piccoli e preziosi

Piccoli e preziosi

PICCOLI E PREZIOSI

Una guida pratica per la cura spirituale dei bambini

di Maria Teresa Standridge de Giustina
ISBN: 978-88-96129-18-0
Pagine 72
€ 7,50 + spese postali

Pochi Pochi genitori si rendono conto di quanto sia importante iniziare l'educazione dei loro figli e la loro cura spirituale proprio nei primi giorni della loro vita. Pensano che i bambini piccoli non possano capire, che bisogna aspettare che crescano, che non debbano essere plagiati.
Questo libro dimostra perché questi pensieri sono sbagliati.

Un bambino può convertirsi a Cristo? E a che età può farlo?
Quando dobbiamo cominciare a parlargli di Dio e della Bibbia? Come e quando lo dobbiamo fare?
È saggio, da parte dei genitori, portarlo alle riunioni della chiesa quando è piccolo? Non si rischia di annoiarlo e di determinare in lui un rifiuto delle cose di Dio?
Le domande che genitori e educatori si pongono, e a cui cercano di rispondere, sono molte e molte sono le opinioni e le soluzioni proposte.

L’autrice di PICCOLI E PREZIOSI si basa su quello che sta scritto in un libro infallibile e ispirato da Dio, la Bibbia, che contiene verità eterne e principi importanti riguardo alla famiglia e all’educazione morale e spirituale dei figli.
Con suo marito li ha applicati nella sua esperienza di mamma di quattro figli ora adulti ed è convinta che siano validi e che portino a risultati positivi in tutti i tempi.
La sua speranza è che possano aiutare, anche oggi, molti genitori nel meraviglioso compito, affidato loro da Dio, di educatori, di esempi e guide dei loro figli.

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[Estratto dal capitolo 2]

Inculca al fanciullo la via...

Un padre una volta mi ha detto: “Non mi sento di forzare mio figlio a comportarsi in un certo modo. Se non “sente” certe cose e non ne è convinto, rischio di farne un ipocrita. È inutile imporre regole a chi non è credente”. Come discorso suonava bello e spirituale, ma faceva acqua da tutte le parti, perché, portato all’estremo, poteva essere riassunto così: lasciamo che i nostri figli diventino delinquenti, finché non sentono e capiscono che bisogna fare diversamente!

Ma, allora, nel caso disgraziato che non si convertano, non vale neppure la pena di insegnare loro almeno a diventare dei buoni cittadini? Non credo.
Anche se è vero che il cuore umano è ingannevole e insanabilmente maligno, Dio, per mezzo di Mosè, ha dato i comandamenti agli uomini per aiutarli a comprendere il loro peccato. Senza punti di riferimento, i bambini come potrebbero mai capire le esigenze di Dio? Il libro dei Proverbi dice chiaramente: “Inculca al fanciullo la via che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà” (22:6).
Questo passo parla chiaramente di condotta, di modo di vivere.

Ai bambini, fino da piccoli o piccolissimi, bisogna insegnare come ci si deve comportare. Per esempio, dire “grazie” e “per favore”, non mentire, non dare spintoni, non rubare, non dire parole cattive, non pestare i piedi, non arraffare il pezzo di torta più grosso e non mettere la camicia del fratello, senza avergli chiesto il permesso, sono tutte buone regole da inculcare. Queste e molte altre cose non li faranno diventare credenti, ma persone civili sì.

Non ci si deve trincerare dietro al comodo: “È piccolo e non capisce!”, perché non è vero. Il tesorino capisce anche troppo e ne approfitta.
E non è giusto neppure aspettare la fantomatica “età della ragione”, che non si sa mai quando arrivi. Bisogna cominciare presto, prestissimo, a istruirlo, perché ogni bambino nasce egoista e deve imparare al più presto che il mondo non girerà mai attorno a lui. Sarà piuttosto lui che dovrà ingranarsi nella vita civile dove ci sono milioni di altre persone, che, come lui, hanno anche loro dei diritti e dei doveri.

L’importanza di una coscienza sensibile

Vorrà dire che diventerà, col nostro insegnamento, un ragazzino perfetto? Certamente no.

Piccoli e preziosi © Associazione Verità Evangelica