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Offerta: simbolica o gradita?

La Bibbia, in modo particolare l’Antico Testamento, è ricca di simboli molto significativi. Studiarli è interessante e utile, a patto che non si faccia sbrigliare troppo la fantasia e non si faccia dire alla Bibbia quello che non dice.

Che cosa costituisce un simbolo?
Può essere un oggetto (una lampada, lo scudo), un’astrazione (cecità, adulterio), un avvenimento (un miracolo, una liberazione), che ricordano una verità spirituale.

Come studiare un simbolo?
Cercare, per mezzo di una chiave biblica, i passi in cui è nominato.
Leggere con cura tutti i passi in cui è nominato, nel loro contesto, per essere sicuri che si parla in tutti della stessa cosa. Prendere nota di quando e in che occasione è nominato.

È veramente un simbolo utile a spiegare delle verità bibliche?
Non si devono trovare simboli in ogni avvenimento biblico. Quando Giosuè pregò che si fermasse il sole, il sole si è fermato. Non era un invito a fermare noi il corso degli astri con la preghiera.
È utile che la spiegazione del simbolo sia chiara e spiegata nel Nuovo Testamento.
Per esempio, la manna, secondo Giovanni 6, era un simbolo di Gesù, il pane della vita sceso dal cielo per sfamare spiritualmente il mondo.
Gli agnelli offerti in sacrificio erano simboli di Cristo offerto per il peccato (Giovanni 1).
Il serpente di rame era un simbolo di Cristo, nostro oggetto di fede (Giovanni 3).

Annotare le caratteristiche del simbolo.
Com’è? A cosa serviva? Come si usava? Perché lo usavano?
Annotare in che cosa assomiglia a Gesù e alle sue qualità.

Fare un’applicazione personale pratica e non fantasiosa.
Un esempio: l’incenso
- Le caratteristiche e l’uso
Era usato nelle cerimonie religiose ebraiche solo dai sacerdoti.
È nominato almeno 150 volte nella Bibbia, dall’Esodo fino all’Apocalisse.
Doveva essere preparato in modo preciso secondo le istruzioni date da Dio stesso (Esodo 30:34,35). Doveva essere bruciato regolarmente, due volte al giorno, davanti al Signore (vv. 7,8). Era profumato.
Fu portato in dono a Gesù dai magi (Matt. 2:11).
- I riscontri e applicazioni chiare nel Nuovo Testamento
In Efesini 5:2 è scritto che Gesù “ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, quale profumo di odore soave”. Ha pregato e prega per i suoi (Giovanni 17:19,20; Ebrei 7:25).
Oltre a questo, in Filippesi 4:18, Paolo dice che il dono in denaro che gli era stato mandato era come “un profumo di odore soave, un sacrificio accettevole a Dio”.
In Apocalisse 5:8, è detto che i ventiquattro anziani, che stavano alla presenza di Dio, avevano in mano delle cetre e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono “le preghiere dei santi”.
Nel Salmo 141:2, il salmista si augura che la sua preghiera sia come l’incenso dell’offerta serale.
- L’interpretazione biblica
L’incenso era parte importante dell’adorazione.
Il Signore Gesù ha offerto se stesso in sacrificio perfetto, gradito a Dio, perciò può intercedere per i suoi.
I nostri doni materiali sono un atto di adorazione.
Le preghiere dei credenti sono un’offerta gradevole a Dio. Solo loro possono offrire un culto.
- L’applicazione personale
La mia preghiera e i miei doni per sostenere l’opera di Dio piacciono al Signore e lo onorano.

Le scoperte che farete in questo tipo di studio, vi riempiranno di adorazione.